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Hey, parliamo di nuovo di Net Neutrality.
Vedetela così: è come un videogioco di sopravvivenza agli zombie.
Ma invece di essere in prima linea, noi europei siamo in seconda linea: davanti a noi ci sono gli Americani.
e se cadono loro, il rischio è che l'ondata di zombie che ha travolto loro travolga poi noi.
rafforzata, per altro, dalla precedente vittoria.
Allo stato attuale delle cose, pare che gli zombie vinceranno sul Fronte Occidentale.
Questo dicembre, la Commissione Federale per le Comunicazioni statunitense
voterà delle regole per consentire ai provider di privilegiare alcuni contenuti su altri.
Visto che questo ente è controllato dai Repubblicani,
e il Presidente non sembra avere alcuna intenzione di porre il veto sulla questione
anzi... beh, beh, beh.
E questo è il cuore della democrazia rappresentativa. Voti, scegli i tuoi rappresentanti politici,
E poi da questi ti becchi delle politiche in linea con la loro visione del mondo,
che in questo caso avvantaggia fortemente le grosse aziende a svantaggio dei piccoli e dei consumatori.
Il che sotto vari aspetti è un po' il mantra repubblicano.
Andiamo con ordine e facciamo degli esempi,
Perché, come per gli zombie, le cose più brutte arrivano con un aspetto gradevole, che non le fa sembrare così brutte.
Come una Ilary Blasi, o una Michelle Hunziker, ma zombie.
Le sparo immediatamente, o esito...
e muoio come muore sempre il fesso all'inizio di ogni film separandosi dal resto del gruppo?
Avete presente quando una compagnia telefonica (in genere succede per il mobile),
vi "regala" del traffico se utilizzate un servizio particolare, tipo Netflix o Spotify?
"Se ti abboni con noi, tutta la musica", ad esempio, "sul servizio X è gratuita, non spreca i tuoi giga".
Conveniente, vero? Sì.
Per loro. Per l'azienda che vi vende il traffico, e per il servizio che vi fa ascoltare la musica
che, pacifico, si assicurerà una fetta di utenti abbonati a quel servizio, togliendoli alla concorrenza.
Voi, dovendo scegliere tra Spotify, che non spreca dati del traffico, ad esempio,
o Apple Music, che invece li spreca, quale servizio scegliereste?
Se non siete di quelli che si masturbano ripetendosi
"Stay hungry, stay foolish! Stay hungry, stay foolish!"
probabilmente scegliereste Spotify.
Quindi, cosa sta succedendo?
Il provider sta dando priorità, probabilmente dietro pagamento con accordi a monte,
a un servizio rispetto a un altro, di fatto rendendo più difficile fare concorrenza a servizi già affermati.
Bene, prendiamo questo modello e spostiamolo sul web in genere.
Se siete abbonati con Telecom Italia, faccio dei nomi a caso per spiegare,
il provider dice "ok, questo servizio X è prioritario, va più veloce, è più supportato, c'è una banda minima garantita,
ad esempio per Netflix, e ti diamo la sicurezza di non rimanere in buffering."
"Oh, ma non hai Netflix. Di nuovo, peccato. Allora cerca di guardarti qualche video a 144p se ci riesci."
"Perché YouTube invece non fa parte del nostro pacchetto premium."
Ecco. Questo è il problema alla base della Net Neutrality:
Dare la possibilità a Telecom, a Vodafone, a Wind, a Fastweb, ai provider, di fare da "semafori del web".
E, negli Stati Uniti, questa cosa sta per diventare realtà.
Fregacazzi dei video? No problema, pensate ai videogiochi.
Immaginate Vodafone che fa un accordo con PlayStation e Fastweb che ne fa uno con XBox.
Ma non solo. Pensate a chi crea il suo gioco su Steam.
Un "Playerunknown's Battlegrounds", magari, che si ritrova a essere popolarissimo
e a competere con Activision nel segmento "sparatutto in prima persona".
Da una parte c'è un team di sviluppo indie, che non ha i mezzi, gli agganci, i soldi
per tirare la giacca ai provider e avere i propri server nella lista dei buoni,
e dall'altra uno dei distributori più grandi del mondo.
...chi vince?
Ora, i Repubblicani, nella persona di Ajit Pai, presidente della Commissione,
la cui faccia la vedete in giro spesso in questi giorni, nominato da Donald Trump,
nel presentare l'ennesimo tentativo di sovvertire le regole della Net Neutrality,
volute invece dall'amministrazione Obama,
ha avanzato l'idea che questo cambiamento venga fatto a favore dei cittadini e del libero mercato,
che premierà le aziende che più saranno in grado di andare incontro ai desideri dei cittadini.
In pratica, il buon vecchio mantra della "mano invisibile" del Mercato
che farà fuori i giocatori meno concorrenziali.
...ma non è esattamente così, secondo me.
E ci sono almeno due cose che non fanno funzionare questo concetto.
che sulla carta è fantastico: competizione, Mercato, competitività, paroloni bellissimi,
...ma che nella pratica in questo caso non sono applicabili.
Un po' come dire "smetterò di dormire così da avere tempo di lavorare, studiare e giocare".
Un'idea fantastica, suona bellissima sulla carta, ma che è inevitabilmente destinata a scontrarsi con il fatto
che la vita è brutta e non c'è tempo di fare niente, e poi si muore.
Il primo problema è che, come in Italia, negli Stati Uniti spesso l'utente non ha scelta.
Ci sono zone, anche qui, dove se vuoi la fibra ottica, ad esempio, c'è soltanto un provider nella tua zona
E o sottoscrivi un abbonamento con lui, oppure niente.
Ci sono provider che non raggiungono posti sperduti, inoltre, ce ne sono altri che offrono servizi orridi
e ti obbligano ad andare dai concorrenti,
e questo impedisce ovviamente la scelta finale dell'utente.
Non posso passare da Vodafone a Fastweb, facciamo esempi con nomi che risultino più vicini di Comcast o Verizon,
solo perché Fastweb rende più veloce Netflix, ad esempio, e a me interessa quello,
se non c'è Fastweb nella mia zona. Sarei obbligato, magari, a dover sottoscrivere, invece di Netflix,
qualche altro servizio che ha preso accordi con Vodafone.
Che ne so... Infinity. Sky Online. Non ne ho idea.
E non sarebbe giusto. Altro che libera concorrenza. Stai togliendo potere dalle mani degli utenti,
e lo stai mettendo nelle mani delle aziende.
Il secondo problema è che questa cosa danneggia il concetto stesso di rete.
perché distrugge la possibilità del nuovo arrivato che, tramite poveri ma efficaci mezzi,
Sfida concorrenti molto più ricchi e attrezzati di lui.
Gli utenti non possono scegliere un servizio alternativo che premi qualcuno che ancora non esiste.
E di fatto se domani nascesse il nuovo Facebook,
proprio come ai tempi Facebook si mangiò MySpace e nessuno se lo aspettava,
nessuno inizierebbe a utilizzarlo mai, questo nuovo servizio, perché il provider ne limiterebbe il traffico
e le capacità, favorendo invece il gigante di turno rispetto al nuovo arrivato.
Non è esattamente la rete che sognavano i nostri padri, insomma.
Cosa possiamo fare noi? Niente. È una questione americana, per ora.
Al massimo possiamo sperare che l'opinione pubblica si mobiliti tanto da impedire questa scelta
o che, nel caso venisse approvata, ci sia un intervento dei tribunali nei sicuri ricorsi successivi.
"Thoughts and prayers" per gli Americani, insomma.
Ma facciamo attenzione, perché, anche se l'Unione in teoria ha un testo che parla della Net Neutrality,
nulla è scritto nella pietra, e non si sa mai.
Veloci sulle altre cose di oggi, e tenete presente questo:
Ho costruito il video e fatto la rassegna stampa mentre tutti attorno a me giocavano ad Animal Crossing.
Io nemmeno il tutorial ho finito ancora. Questa è l'estensione di quanto vi voglia bene.
Vi sto mettendo prima di Zampiero. È un trattamento di favore che non ho intenzione di riservare a nessun altro.
Partiamo da Facebook, appunto.
Un lungo articolo di Buzzfeed scritto da Craig Silverman e Alberto Nardelli, un giornalista italiano all'estero
che si occupa spesso di temi di questo tipo,
ha portato alla luce l'ennesima operazione di un imprenditore italiano, chiamiamolo "imprenditore",
che, con un ristrettissimo gruppo di collaboratori, tira su e gestisce decine di siti Internet
e di bufale, e di fake news, incanalate poi tramite la piattaforma Facebook e fatte arrivare a milioni di italiani.
Raga, milioni di italiani, non so se ci capiamo.
Non ho tempo di affrontare la cosa nel dettaglio, purtroppo, e soprattutto la meccanica è sempre la stessa, la conosciamo
e si sottrae molto alle opinioni, sostanzialmente questa cosa sta succedendo ed è un problema.
Tanto che Facebook ha già disattivato molte di queste pagine a seguito dell'inchiesta,
tra le quali "Direttanews", "La Luce di Maria" e "iNews24",
con tanto di hashtag "#NoIusSoli" finale che se non ce lo metti manca sempre quel quid che dà quel retrogusto piccantino alle cose.
Viva lo sport, che bella l'Italia, pochi carboidrati a cena, la pasta più buona sono gli spaghetti, e mi raccomando, no ius soli.
Queste pagine erano così seguite... di nuovo, da milioni di persone,
per pestare su quanto grande sia l'influenza e i danni che piccoli gruppi di bufalari possono avere nel dibattito pubblico nazionale,
che addirittura erano seguite dal Corriere della Sera, dalla Gazzetta dello Sport e da Matteo Renzi.
Non si sa se consci di quello che queste realtà fossero o meno.
L'inchiesta ha portato alla luce che tutte queste pagine e molte altre
legate all'universo dei nostalgici del fascismo, a quello anti-islam, ad ancora quelle robe tutte in maiuscolo,
che "VOGLIONO DIRITTI PER GLI ITALIANI" e che mostrano l'immancabile foto di Pertini,
sino ad arrivare a quelle di ammirazione per Matteo Salvini, MoVimento 5 Stelle,
e per Vladimir Putin, che condividevano articoli falsi, gonfiati, sensazionalistici
e pieni di inesattezze e fabbricazioni, fossero di fatto più o meno legate alla stessa persona e alla stessa azienda
che ovviamente, utilizzando il sistema pubblicitario, guadagnava dalla circolazione delle balle.
Vi lascio l'articolo in descrizione, e anche una traduzione in italiano fatta dal Post.
Una cosa soltanto, però.
Per chi si sta per triggerare, dobbiamo essere molto chiari su questa cosa:
Nessuno sta dicendo che non potete votare MoVimento 5 Stelle, o Salvini, o essere fan di Putin, o contro lo ius soli,
per qualsiasi ragione che io in questo momento fatico ad immaginare. Potrebbe essere qualsiasi.
Chiunque sia in grado di argomentare può abbracciare qualsiasi idea
e infatti nessuno ce l'ha con le idee. Nemmeno Facebook.
Il problema che la nostra generazione deve affrontare, è una nostra responsabilità,
è quando certi concetti che spaventano e agitano gli italiani, specie quelli a più bassa scolarizzazione,
vengono da una parte sfruttati dalla politica e sfruttati da chi vuole guadagnarci dei soldi,
e probabilmente parliamo di tanti soldi, ragazzi,
e dall'altra la circolazione di balle. Nessuna ideologia o progetto politico può giustificare la presenza così massiccia di balle.
Perché dagli effetti della confusione non arriva mai nulla di positivo.
Insomma, non avete mai giocato a Pokémon? Ecco.
Prendete quello che è successo ieri: è circolata moltissimo la notizia di una bambina musulmana
di 9 anni stuprata in Italia, a Padova, da un uomo al quale sarebbe stata data in sposa. A 9 anni.
Ricordo chiaramente di aver letto il tutto mentre facevo la rassegna stampa, ieri, e di aver cercato informazioni in merito.
Ma, avendola trovata soltanto in giornali che in genere sono poco affidabili,
e siccome la ricostruzione era un po' così, un po' scarna, mi sembrava una notizia troppo strana per essere vera,
e ho deciso di aspettare.
E ho fatto bene.
Nemmeno ventiquattr'ore dopo è risultata essere una minchiata, ma ormai era troppo tardi.
L'hanno rilanciata il Messaggero e, a ruota, il Fatto Quotidiano, il Giornale, il Gazzettino, il Secolo d'Italia,
e pure la Zanzara, a Radio24.
Eddai, oh Cruciani...
Il Fatto Quotidiano ha poi verificato che la notizia non fosse vera, parlando coi Carabinieri,
e si è scusato con i lettori, e lo stesso ha fatto Mattia Feltri, che avendola trovata in quotidiani prestigiosi, dice, l'ha data per vera. Ora...
Significa che il problema delle spose bambine non sia reale? No.
È vero. È una realtà in molti paesi decisamente più arretrati del nostro,
ed è altrettanto vero che, dovesse saltar fuori che stia diventando un problema anche da noi,
bisognerebbe parlarne, e molto, e fare qualcosa.
Ma il punto è che non lo è un problema anche da noi.
E instillare nella testa delle persone che lo sia, penso a Salvini che immediatamente ha cavalcato la questione,
cancellando poi il post e non scusandosi affatto,
è pura e semplice cattiveria e un tradimento della fiducia dei cittadini,
che si rivolgono ad alcune figure per ricevere informazioni e ad altre per avere leadership politica.
In ultimo, molte cose non ho tempo di trattarle, spero di avere spazio domani,
ci sono nuove accuse di molestie e sospensioni e licenziamenti
che vengono giù dal cielo come se piovessero le lacrime dei poveri uomini che, signora mia,
non ci possono nemmeno più provare con una tipa che subito vengono messi al gabbio.
A 'sto giro, Charlie Rose, un famosissimo e bravissimo giornalista americano,
immediatamente licenziato dalla Cbs dopo aver in parte ammesso le accuse,
è sottoposto a un'investigazione interna da parte dell'azienda,
e John Lasseter, storico capo di Pixar, che è stato sospeso per sei mesi per comportamenti inappropriati
che pare fossero l'ennesimo segreto di Pulcinella.
Tutti sapevano, ed era così che andavano le cose.
Continuo a riprendere queste storie, pur essendone stanchissimo, per un motivo specifico:
spero siano d'esempio per il futuro, per le persone che domani si troveranno in posizione di potere
e siano quindi portate a sfruttare, o anche solo a calcolare in modo erroneo
l'influenza e il peso che le loro azioni possono avere nelle persone che guardano a loro in cerca di leadership
o di opportunità professionali, o quali figure alle quali ispirarsi in genere. Tutti ne abbiamo.
Io personalmente mi ispiro al Dalai Lama, ad Azathoth e a Kim Jong-un
Ed essere molestato da una di queste figure sarebbe per me devastante.
Soprattutto da Azathoth.
L'altro giorno è uscito fuori sull'Economist un grafico, lo mostro qui in chiusura,
che proiettava dei dati raccolti da YouGov che mostravano come certi atteggiamenti
non siano infatti universalmente considerati molesti da tutti quanti,
indipendentemente dall'età della persona alla quale si chiede, dal sesso e anche da paese a paese.
perché ovviamente dipendentemente dalla cultura del luogo certe azioni possono essere considerate appropriate o inappropriate.
Richiedere favori sessuali, fare battute a sfondo sessuale, mettere le mani nella parte inferiore della schiena,
Guardare tette, fischiare, che non è chiaro chi faccia questa cosa in un ambiente lavorativo, ma vabbe',
o soltanto fare commenti o chiedere di uscire a bere qualcosa.
In ognuno di questi casi, dipendentemente anche, oltre che dall'età, dal sesso, come abbiamo detto,
ma anche dal background personale di ognuno, non c'è una lettura univoca di certi atteggiamenti,
e le opinioni, quindi, sono molto varie. Non c'è una risposta unica.
In alcuni casi nemmeno io ce l'ho. Dipende dal contesto.
Il complimento, ad esempio, è "bel vestito", "bel taglio di capelli", o "wow, sei super trombabile, oggi"?
O ancora, il sexual joke è diretto o indiretto? È come io che dico "send nudez", oppure "ladies",
o qualcos'altro di super creepy tipo "chissà cos'altro sai fare con quella bocca, hmm?"?
Comunque, in ogni caso, sono contento che si stia parlando di queste cose.
se in futuro possono portare a meno situazioni spiacevoli e a più attenzione su certi temi.
Tutti possono sempre imparare qualcosa.
A parte Azathoth. Lui è stanco. Sta dormendo, non lo disturbate.
Per il resto, fatemi sapere cosa ne pensate. Come al solito la vostra opinione è gradita.
Grazie per aver guardato!
Gennaro e Chiara sono Alfiere e Regina di oggi.
Foto speditami dalla lontana Napoli, e che mi fanno i complimenti per alcune battute, per altro un po' eccessive,
che ho fatto in passato.
Gennaro, sono contento ti abbiano fatto ridere quelle battute che non citerò,
ma sono mesi che cerco di limitare gli eccessi, che mi rendo conto da tanti non siano così apprezzati. Ma grazie.
Fate i bravi! Tra oggi e domani cerco di pubblicare sui miei social, Facebook e Instagram, il mio codice amico di Animal Crossing,
e ci vediamo domani!